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Categoria: ITALIA NEWS
03/03/2010
 
Regionali, Maroni sulle liste escluse: ‘Non c'è spazio per provvedimento d'urgenza’
Roma, 2 mar.

La questione delle liste escluse dalle prossime regionali continua ad agitare i sonni del centrodestra nel pieno della campagna elettorale. Nel Lazio, dopo il 'no' alla lista Pdl a Roma e provincia, è fuori anche il listino Polverini. E nessuna norma ad hoc si profila all'orizzonte per risolvere la situazione.

"Non c'è spazio per un provvedimento d'urgenza", ha chiarito il ministro dell'Interno Roberto Maroni, affermando che "non si possono cambiare le regole". Citando un precedente del 1995, Maroni ha spiegato che non può essere considerato come "specifico" poiché, nella circostanza attuale, "il termine è chiuso" e "c'è qualcuno che può vantare dei diritti", mentre nel 1995 il decreto fu emanato l'ultimo giorno utile per la presentazione delle liste al fine di prorogare di tre giorni i termini di presentazione. Quindi, ha affermato Maroni, "non possiamo intervenire modificando i diritti acquisiti".

Già il leader democratico Pierluigi Bersani aveva 'stoppato' qualunque ipotesi di una legge o di un decreto per trovare una soluzione per la presentazione della lista del Pdl nel Lazio o per il il rinvio delle elezioni: "Voglio credere che non ci pensino neanche".

Il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi fa ''appello al buon senso''. Intervistato da ADNKRONOS, Rotondi si è detto dispiaciuto per ''le dichiarazioni di Bersani, mi auguro non chiudano la porta alla possibilità di una soluzione serena, che sarebbe un bell'esempio in un Paese che chiede il dialogo alle forze politiche che pure sono contrapposte''. Da qui la sua proposta di un ''patto tra gentiluomini per giocare una vera partita alle regionali del Lazio''. Bersani ''vuole prendere il banco senza voti? Vorrà dire che gli lasceremo questa vittoria falsa nel Lazio e lo sputtaneremo poi in tutta Italia dicendo: la sinistra vuole approfittare di errori, peraltro da me subito ammessi, da parte del Pdl per prendersi una Regione che forse gli elettori non gli darebbero''.

Oggi, dunque, la notizia dell'esclusione del listino Polverini, in vista delle prossime regionali del 28-29 marzo. "Al momento - ha detto all'ADNKRONOS il coordinatore regionale del Pdl Lazio Vincenzo Piso - il listino Polverini risulta escluso. C'è un impedimento di carattere burocratico che pensiamo di risolvere a breve". La Polverini, però, è ottimista. "Io sono ottimista e anche Berlusconi lo è. Stiamo facendo tutto quello che serve e che hanno richiesto dal Tribunale", ha spiegato la candidata del centrodestra alla Regione Lazio uscendo da Palazzo Grazioli dove ha incontrato il premier Silvio Berlusconi. Tempo utile per la consegna del ricorso alla Corte d'Appello di Roma le 9.50 di domani mattina.

Nel frattempo, si attende la decisione per quanto riguarda l'esclusione della lista Pdl per Roma e provincia. Per il responso c'è tempo fino alle 11 di domani mattina. Ignazio Abrignani, responsabile elettorale nazionale del partito, fotografa così la situazione: ''Siamo fiduciosi. Abbiamo dimostrato con certezza l'arrivo nel tribunale di Roma e la nostra presenza sul posto oltre mezz'ora prima della scadenza del termine. Riteniamo che questi elementi siano sufficienti''.

Attesa per domani, con tutta probabilità, la decisione dell'ufficio centrale regionale della Corte d'Appello di Milano (anche se i termini di legge indicano un tempo massimo di 48 ore). Il ricorso, contro l'esclusione in Lombardia del listino Formigoni, è stato depositato poco prima delle 13. Si è detto ottimista il governatore lombardo: ''Certi timbri e certi orpelli non sono affatto indispensabili per certificare la volontà degli elettori che hanno firmato la mia lista". ''La legge", in base alla quale sono state considerate irregolari circa 500 firme, "è stata successivamente modificata a seguito di varie sentenze del Consiglio di Stato e di vari Tar d'Italia", ha spiegato Formigoni.

''Appare strano - hanno commentato in una dichiarazione congiunta i coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini - che proprio nelle 2 principali città, Roma e Milano, sia pure con modalità e motivazioni dissimili, si sono messi in moto meccanismi che hanno portato, allo stato, alla non accettazione dei listini regionali Pdl e della lista provinciale di Roma''. ''Escludere dalla competizione elettorale la lista del partito di maggioranza relativa, danneggiata da decisioni senza fondamento, rappresenterebbe - concludono Bondi, La Russa e Verdini - un fatto senza precedenti e provocherebbe un grave vulnus di carattere politico''.

Intanto i Radicali hanno chiesto, con una seconda memoria integrativa presentata oggi, una verifica calligrafica sul listino capeggiato da Formigoni. Con ogni probabilità questa nuova richiesta sarà valutata, più che dalla Corte d'appello, dalla Procura di Milano.


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