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Categoria: SICILIA IN PIAZZA
15/09/2009
 
In classe tra le proteste E a Palermo sfila San Precario
Primo giorno di scuola in 13 regioni, in Sicilia si comincia il 18.
Manifestazioni in tutta Italia contro i tagli della Gelmini, a Palazzo d'Orleans il corteo degli insegnanti ottiene un incontro con il governo. Continua lo sciopero della fame di due docenti a Messina
CATANIA - E' un primo giorno di scuola contrassegnato dalle manifestazioni contro l'annullamento di 42.00 posti di docenti e 15.000 di personale Ata e la soluzione in dirittura d'arrivo dei contratti di disponibilità: scendono in piazza i sindacati della Flc-Cgil, della Gilda, dei Cobas e le associazioni dei precari.
Presidi e sit-in sono stati organizzati in diverse città d'Italia, ma la maggior parte delle proteste saranno concentrate davanti al ministero dell'Istruzione a Roma, dove per venerdì sera i precari hanno organizzato, nell'ambito della Notte bianca, il "Gelmini dimettiti night": dibattiti ed interventi, durante i quali è stato più volte chiesto al governo di ritirare i tagli e al ministro dell'Istruzione di dimettersi.
Tagli agli organici, classi con sempre più alunni, ritorno del maestro prevalente, accorpamenti delle sedi più piccole, decurtazione dei fondi destinati agli istituti, docenti sganciati dalle attività complementari per dedicarsi solo alle lezioni. Ma anche un'ulteriore stretta sulla valutazione degli studenti: sarà un anno contrassegnato dalla politica dei risparmi e del rigore quello che da oggi in 13 regioni e poi man mano in tutte le altre, si apprestano a vivere 8 milioni di studenti ed oltre un milione tra docenti e lavoratori.
LA PROTESTA IN SICILIA.
Governo regionale e sindacati siciliani si incontreranno martedì 22 settembre con all'ordine del giorno l'emergenza scuola dopo la riforma Gelmini e l'apertura di un tavolo di crisi per individuare adeguate soluzioni. E' stato deciso oggi dopo un incontro tra Cgil, Cisl, Uil e Confsal, con le rispettive federazioni di categoria, e l'assessore regionale alla Programmazione, Gaetano Armao, al termine della manifestazione che ha portato in piazza a Palermo migliaia di precari della scuola. Al vertice saranno presenti il presidente della Regione e l'assessore alla Pubblica istruzione.
"Nel corso dell'incontro - dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana - è emersa la chiara consapevolezza del governo regionale sulla gravità della situazione, anche se si poteva arrivare al confronto anche prima visto che come sindacati Confederali abbiamo posto il problema già a luglio".
I sindacati hanno illustrato le conseguenze del taglio di circa 7 mila posti sul mondo del lavoro e sull'istruzione pubblica in Sicilia. "Si tratta di tagli - osserva Maggio - che possono causare il disastro in una regione come la nostra e su tutto il tessuto sociale. E' per questo che ci auguriamo che il presidente della regione e tutti i parlamentari eletti nell'isola si impegnino per ottenere la modifica radicale della legge sulla scuola".
Il corteo degli insegnanti precari è partito stamani a Palermo da piazza Marina per raggiungere Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, dove la folla ha chiesto ripetutamente al governatore Raffaele Lombardo di affacciarsi.
Durante la marcia i precari erano divisi in base all'appartenenza o meno ai sindacati. Dalla coda del corteo si sono alzati cori contro i contratti di disponibilità accettati da Cisl e Uil.
Secondo i sindacati i manifestanti erano "circa quattro mila tra insegnanti, ausiliari e precari della scuola provenienti da tutta la Sicilia". "È San Precario - affermano alcuni - che si scaglia contro i quattro dell'Apocalisse: Gelmini, Tremonti, Brunetta e Berlusconi".
SCIOPERO DELLA FAME. a Cgil di Messina ha scritto una lettera al prefetto di Messina, Francesco Alecci, chiedendo un suo intervento per il protrarsi dello sciopero della fame da parte delle due insegnati precarie Letizia Marchetta e Rosaria Sauta che da venerdì scorso, sono accampate davanti al Comune per protestare contro i tagli della riforma Gelmini. Nella lettera il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano e la segretaria generale della Flc Graziamaria Pistorino sottolineano la gravità delle ricadute dei tagli nel panorama occupazionale di Messina.
"La Cgil chiede al prefetto di "farsi portavoce presso il Governo nazionale della protesta dei precari della scuola messinesi e del caso specifico delle due insegnanti il cui gesto estremo denuncia la gravità degli effetti dei tagli su un contesto socio-economico già fortemente depresso".
"Non dobbiamo dimenticare che il 40% dei tagli al personale precario varati con la Riforma Gelmini sono concentrati tra Sicilia, Campania, Puglia e Calabria - osservano Oceano e Pistorino-. Il governatore Lombardo dovrebbe scendere in piazza al nostro fianco".

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